Qualche limite con EMAZE

Una delle più accattivanti risorse online per la creazione di presentazioni digitali è sicuramente EMAZE e altrettanto sicuramente molti di noi l’avranno già sperimentata, apprezzandone la generosa offerta di templates gratuiti. Ora, però, una spiacevole sorpresa per tutti coloro che si sono registrati con un profilo free: da ora in poi  non si potranno più creare presentazioni in numero illimitato, ma solo  due template mensili. 

 

Vuoi conoscere Emaze? 

Tecnologia e didattica

Una bella riflessione tutta da leggere:

La lunga (e faticosa) strada delle tecnologie nella didattica

Se vi chiedessi se è meglio insegnare solo per iscritto o solo oralmente, direste che è una domanda stupida. Ma non è altrettanto ozioso chiedersi se l’uso della tecnologia in classe è meglio del libro di testo cartaceo e della lavagna tradizionale?

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Demenza digitale?

Per chi ha piacere di leggere una riflessione sull’uso “eccessivo” degli strumenti digitali:

Da Edscuola.eu

Paolo Boccia – 22 maggio 2017

(…) La digitalizzazione della società ha, in verità, di molto alleviato il lavoro delle attività mentali; progressivamente gli strumenti digitali si stanno, però, sostituendo alla laboriosità dei neuroni. Questi ultimi, quando diventano inattivi, si autodistruggono. Il cervello, in tal modo, non riuscendo più ad allenarsi, come muscolo, si atrofizza. In pochi anni, Internet ha rivoluzionato la comunicazione di massa, mettendo a disposizione di tutti, in ogni parte del mondo, illimitate informazioni. L’abuso di tale strumento tecnologico potrebbe, però, indurre a un vero e proprio disturbo (Internet Addiction Disorder). Tale disturbo, secondo alcuni studiosi, potrebbe trasformarsi, quindi, in una dipendenza patologica, come la tossicodipendenza.

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Come creare un sondaggio online

doodle

Spesso, prima di prendere una decisione che valga per tutti, abbiamo bisogno di proporre alcune domande ai nostri studenti,  per conoscere le opinioni e i gusti di ciascuno, per sondare l’effetto di un’attività… Un sondaggio, in questi casi, è l’ideale; per giunta non è certo un’impresa crearne uno da sottoporre ai nostri destinatari: numerosi sono infatti i servizi presenti in rete che ci offrono questa opportunità gratuitamente .

Segnalo questo articolo, dove troverete indicati i migliori:

  • moduli di google
  • doodle
  • survio
  • 99 polls
  • facebook messenger
  • survey monkey

survio

Come scaricare un video della RAI

Spesso la scarsa o problematica connettività nelle nostre aule rende difficoltosa la fruizione di materiali della rete, per esempio la visione di un video.

Una soluzione è costituita dalla possibilità di scaricare il video per poterlo visionare offline. Semplice con YouTube o VIMEO, molto problematico con i video della RAI.

Tuttavia, usando PLASTYLINK la soluzione è a portata di mano: i video della RAI si possono scaricare.

Vai su PLASTYLINK e prova

 

Carta del Docente: nuova piattaforma

Da: La Tecnica della Scuola

La piattaforma digitale S.O.F.I.A. – Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti (sofia.istruzione.it), realizzata dal Miur per la gestione della formazione, è disponibile da oggi per tutti i professori.

S.O.F.I.A. – come si legge in una nota del Ministero dell’Istruzione – consentirà di gestire l’offerta di formazione attraverso una procedura di accreditamento dei soggetti interessati, svolta completamente on line. Inoltre, la piattaforma permetterà di catalogare, a cura degli enti di formazione, le iniziative formative che si intende proporre al personale docente su tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Direttiva n.170/2016.

COSA PREVEDE LA PIATTAFORMA – Le insegnanti e gli insegnanti potranno iscriversi direttamente attraverso la piattaforma (…)

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Una riflessione sull’uso dei social da parte delle scuole

Per la riflessione, un articolo (“vecchio” ma forse sempre stimolante) tratto dalla rivista BRICKS, dal titolo: Siti sociali e sito della scuola: relazioni pericolose?

 

(…) Ora, la scuola non può più fingere che si tratti esclusivamente di un fenomeno di costume, estraneo ad ogni valenza didattica o ripercussione educativa, e non può farlo per due serie di motivazioni, una relativa agli aspetti positivi del social, l’altra, doveroso ricordarlo, proprio in stretta relazione con quelli che sono gli eventuali pericoli e influssi negativi (…)

 

(…) Perché il sito di una scuola dovrebbe avere una funzione che comunica gli aggiornamenti via Twitter, o rimandare a una pagina su Facebook, o segnalare la possibilità di iscriversi a gruppi o mailing list generali o tematiche gestite dall’istituto? Banalmente, perché è comodo e veloce per raggiungere un pubblico interessato e connesso. Se sostituisce carta e telefonate è anche economico. In tempi di crisi, una manna per il bilancio (…)

 

Per leggere tutto l’articolo clicca qui

Convegno a Firenze

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