Chi sono

ioMi chiamo Maria Rosa Orrù e insegno Latino e Greco presso il liceo classico “G.M. Dettori” di Cagliari.

Insegno ormai da moltissimi anni; anzi, diciamo pure che ormai è più vicina la pensione  che l’inizio della mia carriera scolastica.

Sono sempre stata attratta dalle nuove tecnologie, fin dai tempi in cui per dialogare col computer non era sufficiente cliccare su un’icona intuitiva, ma occorreva conoscere sistemi operativi complicati o, almeno per me che avevo fatto solo studi umanistici, un po’ deterrenti.

mioblogQuando poi il pc è diventato user friendly, la mia passione è cresciuta e con essa anche la voglia di cambiare il mio modo di insegnare attraverso le nuove tecnologie. Coniugare il mondo classico e le discipline umanistiche con internet e  le nuove tecnologie è stata la sfida più grande in cui mi sia cimentata: nel 2010 ho aperto per le mie classi il blog didattico  Professoressa Orrù (per visitarlo clicca  qui),  che contiene traccia di tutti i progetti digitali e no, che ho realizzato in questi anni; contrariamente alle attese esso ha avuto un gran successo non solo fra i miei studenti,  ma, ancora oggi,  è visitato quotidianamente da numerosissimi docenti e studenti di tutta Italia.

Quest’anno, poi, sono stata designata Animatrice Digitale della mia scuola, secondo quanto dettato dal PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale) previsto dalla legge 107/2015, nota come “La Buona Scuola”. Anche questa nomina – e la formazione che l’accompagna – sono oggi per me una nuova occasione, sia di crescita, sia di condivisione. Mentre scrivo, la formazione degli AD non si è ancora conclusa, anzi è appena agli inizi, e tuttavia è già ricca di sollecitazioni e mi fa sentire – nonostante sia alla fine della carriera – come un’insegnante che si accinge ad intraprendere un nuovo cammino. E’ vero che non sempre “nuovo” è sinonimo di “migliore”, tuttavia se il “nuovo” ha dei presupposti validi, cerca di andare incontro agli studenti di questo tempo (che sono molto diversi da quelli anche solo di 15 anni fa), se riconosce che sono cambiati i metodi di apprendimento delle giovani generazioni, mentre finora – salvo rari casi – sono rimasti sempre identici i metodi di insegnamento dei docenti, allora non resta altro da fare che sperimentare le vie nuove e verificarne l’efficacia.

Gli insegnanti tuttavia devono essere formati e/o formarsi anche personalmente: non ci si improvvisa insegnanti nuovi; occorre mettersi in gioco, non solo per dovere, ma anche e soprattutto per il piacere di affrontare la sfida.

Ho aperto questo blog anche per dare un piccolo contributo in questo senso.

 

Maria Rosa Orrù

Cagliari 9 maggio 2016

 

 

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